FAQ - Frequently Asked Questions

Quanto costa il corso per arbitri di calcio? È davvero tutto gratuito?

Sì, è davvero tutto gratuito, nel senso che tutti i costi del corso per arbitri di calcio (prova finale compresa) sono sostenuti dall’AIA (ovvero dalla FIGC, Federazione Italiana Giuoco Calcio). L’unica spesa a carico dei futuri direttori di gara è quella per l’ottenimento del certificato medico sportivo agonistico, indispensabile per lo svolgimento dell’attività arbitrale (il certificato medico sportivo agonistico è gratuito per tutti i minorenni).

 

Quanto guadagna in media in un anno un arbitro? È vero che gli arbitri sono SEMPRE pagati?

Sì, per ogni partita di calcio arbitrata è sempre previsto un compenso che varia in base a due parametri: distanza percorsa per raggiungere il campo da calcio (andata e ritorno) e categoria arbitrata. Non è possibile stimare un guadagno annuo ma arbitrando nelle categorie inferiori e percorrendo 25 km si guadagnano 35,00 €, percorrendo 50 km si guadagnano 50,00 €, percorrendo 75 km si guadagnano 60,00 € e via dicendo. Il guadagno annuo è quindi direttamente proporzionale al numero di gare arbitrate. Mediamente, in una stagione nelle categorie inferiori si guadagnano oltre 1000€.

 

Com’è strutturato il corso per arbitri di calcio?

Il corso per arbitri di calcio dura circa due mesi con lezioni serali bisettimanali concordate con i partecipanti (in genere il martedì e il giovedì). Le lezioni, curate da due istruttori per arbitri di calcio, sono fondamentalmente teoriche e incentrate sulle diciassette regole del gioco del calcio; non mancheranno gli interventi degli esperti (come il presidente della sezione) e due lezioni pratiche sul campo da calcio, coordinate dal preparatore atletico.

 

In che cosa consiste la prova finale del corso per arbitri di calcio?

Al termine del corso per arbitri di calcio una commissione costituita da tre persone (di cui una è il presidente della sezione) valuterà il grado di preparazione dei canditati attraverso un breve tema d’italiano (per la valutazione delle capacità espositive), un quiz con domande multiple a quattro opzioni di risposta e “vero o falso” (per la valutazione della conoscenza del regolamento) e un breve colloquio orale.

 

Cosa accade una volta superata la prova finale del corso per arbitri di calcio?

Una volta superata la prova finale del corso per arbitri di calcio si è ufficialmente un arbitro dell’AIA e, quindi, dalle domeniche successive si inizierà ad arbitrare nella categoria dei Giovanissimi Provinciali accompagnati da un tutor, ovvero un arbitro esperto. Non si tratterà solo di arbitrare ma si entrerà a far parte di una vera e propria squadra di arbitri e quindi ci si allenerà insieme ai colleghi arbitri, ci si riunirà insieme agli istruttori per ripassare il regolamento del gioco del calcio e si potrà partecipare alle numerose attività ricreative organizzate dalla sezione (incontri, raduni, cene, pizzate, gite, ecc.).

 

Come si fa a fare carriera nel mondo arbitrale italiano? Potrò mai arrivare ad arbitrare in Serie A?

In media si arbitrano tra le 35 e le 55 gare in un anno e in occasione di una decina di queste ogni arbitro viene valutato da un osservatore. L’osservatore attribuisce un voto numerico alla prestazione arbitrale e se il voto è idoneo (più che sufficiente) l’arbitro accede alla categoria superiore. Le categorie da “superare” sono: livello provinciale (Giovanissimi, Allievi, Juniores, Terza Categoria e Seconda Categoria), livello regionale (Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza) e livello nazionale (Commissione Interregionale – gare di Eccellenza in regioni diverse da quelle di residenza – Serie D, Lega PRO, Serie B e Serie A).

Quindi il traguardo della Serie A non è un traguardo impossibile da raggiungere: passione, dedizione, impegno, duro lavoro e capacità sono gli ingredienti giusti per riuscirci.

 

L’arbitro della Finale dei Mondiali 2014 Nicola Rizzoli ha iniziato ad arbitrare così?

Si, anche l’arbitro Nicola Rizzoli che ha arbitrato la Finale del Mondiale 2014 in Brasile ha iniziato la sua carriera arbitrale con il corso per arbitri di calcio. Ha esordito anche lui nei Giovanissimi Provinciali e ha quindi scalato tutte le categorie provinciali, regionali e nazionali, esordendo in Serie A il 14 aprile 2002 in Venezia – Perugia (0-2); ha ottenuto la qualifica di arbitro internazionale nel 2007 ed è così giunto alla FIFA World CUP in Brasile con la Finalissima tra Germania e Argentina.

 

Una volta arbitro avrò la possibilità di allenarmi?

Sì, l’AIA mette a disposizione dei suoi associati arbitri un polo di allenamento a Crema (CR) e un team di preparatori atletici. Gli allenamenti si svolgono, di norma, il martedì e il giovedì dalle 19:30 alle 21:00.

 

È vero che la tessera federale FIGC garantisce l’ingresso gratuito in tutti gli stadi italiani?

Si, una volta arbitro si riceve una tessera federale FIGC personale che garantisce l’ingresso GRATUITO in tutti gli stadi italiani, anche in Serie A. Norme specifiche (variabili da società a società) regolamentano tali ingressi.

 

È vero che fare il corso per arbitri di calcio attribuisce un credito scolastico formativo?

Si, grazie all’accordo tra AIA e Ministero dell’Istruzione, frequentare il corso per arbitri di calcio e diventarlo attribuisce un punto di credito scolastico formativo per gli esami di maturità.

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